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Le scomode verità su Giulio Regeni /1: Oxford Analytica

Verità per Giulio Regeni è lo slogan con cui l’opinione pubblica italiana chiede ormai da mesi giustizia per il giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto in circostanze oscure.

Studente universitario dell’Università di Cambridge di 28 anni, Giulio Regeni conduce una ricerca sui lavoratori egiziani con il metodo dell’osservazione partecipata. Scompare il 25 gennaio mentre sta andando ad un appuntamento in piazza Tahrir e viene ritrovato senza vita nove giorni dopo ai bordi dell’autostrada dal Cairo ad Alessandria d’Egitto con evidenti i segni di percosse sul corpo che lo hanno portato alla morte tramite rottura di una vertebra cervicale.

Le attività dello studioso e la dinamica del rapimento e dell’uccisione fanno sospettare dalle prime ore la stampa e le autorità italiane che gli autori dell’omicidio siano appartenenti alle forze di polizia egiziane o ai servizi segreti.

Ad un anno dall’omicidio, il generale Mario Mori getta luce sui possibili moventi dell’uccisione di Regeni. Ex comandante del ROS dei Carabinieri che guidò l’arresto del boss mafioso Totò Riina e comandante del soppresso SISDE, Mori è intervenuto il 24 gennaio al programma radiofonico di Radio24 La Zanzara ribadendo quanto già aveva detto a La7 ad aprile dell’anno scorso.

L’ipotesi di Mori è che Regeni operasse come inconsapevole pedina nelle mani della professoressa di origine egiziana Abdelrahman dell’Università di Cambrige. La professoressa, definita dal generale vicina alla Fratellanza Musulmana, avrebbe usato il ricercatore per raccogliere informazioni per conto dei servizi segreti inglesi.

Il capo del sindacato degli ambulanti ed ex giornalista di tabloid avrebbe attirato in una trappola Regeni vendendolo ai servizi egiziani una volta avuta conferma della sua attività di raccolta informazioni.

Il curriculum di Regeni

Se la famiglia ha sempre negato con decisione il coinvolgimento diretto di Giulio Regeni in attività di spionaggio, il quadro dipinto dal generale Mori sarebbe più sofisticato e trasformerebbe il ricercatore in un agente inconsapevole nelle mani delle persone per cui lavorava.

Fra il ricco curriculum del ricercatore spicca una collaborazione fra settembre 2013 e settembre 2014 con la compagnia Oxford Analytica, connessione tuttora visibile sul profilo Linkedin del ricercatore e già rivelato dalla stampa a febbraio.

Oxford Analytica è una compagnia di analisi e ricerca geopolitica fondata nel 1975 da David Young, collaboratore di Nixon e dell’ex Segretario di Stato e Nobel per la pace Henry Kissinger. La compagnia fornisce consulenze a multinazionali e governi e per l’organizzazione dei suoi convegni ha ricevuto sponsorizzazioni da aziende quali General Electric, Ernst & Young, Shell e da giornali come l’International Herald Tribune del gruppo News Corp di Rupert Murdoch.

Un funzionario dell’agenzia contattato da Repubblica ha confermato la collaborazione fra il 2013 e il 2014 di Regeni alla stesura del Daily Brief, il rapporto quotidiano che la compagnia manda ai propri clienti. Il funzionario disse però che “il suo era un contributo tecnico, analisti più senior di lui scrivevano il rapporto”. Si trattava sostanzialmente di una raccolta di informazioni per conto terzi.

In una brochure del 2011 la compagnia vantava un elenco di oratori di massima caratura istituzionale: l’ex primo ministro inglese Tony Blair, il direttore dell’intelligence ed ex ambasciatore americano in Iraq ai tempi di George W. Bush, John Negroponte, il ministro della difesa statunitense Robert Gates.

Tony Blair ad un convegno Oxford Analytica.

Fra le rivelazioni di Wikileaks nell’operazione The Global Intelligence Files si può trovare una e-mail che Oxford Analytica inviò nel 2011 alla società di intelligence privata Stratfor, un invito alla due giorni di analisi sul Medio Oriente e sulle primavere arabe che hanno al centro il paese in cui Regeni operava:

Egitto e Tunisia hanno sostituito politiche di partito altamente competitive a decenni di dittatura. Il regime siriano resta ancorato al potere, difendendo brutalmente il vecchio ordine con enorme costo di vite umane. Le monarchie arabe cercano una via di mezzo, abbracciando caute politiche riformiste mentre cercano di arginare il dissenso.

Se tutti sono certi che il Medio Oriente non sarà più lo stesso, il vantaggio sta in chi sa quanto diverso sarà domani...

All’epoca i relatori erano l’ex ministro degli Esteri del regno unito David Miliband, l’ex segretario di Stato americano Robert Rubin e Kofi Annan.

La seconda parte dello Speciale Regeni uscirà lunedì prossimo e tratterà il ruolo della professoressa Abdelrahman 

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