Poliziotto telefona ai colleghi: "ho ucciso tutti". Omicidio-suicidio a Genova
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Poliziotto telefona ai colleghi: "ho ucciso tutti". Omicidio-suicidio a Genova

Nella notte fra il primo novembre e il 2 Mauro Agrosì, poliziotto di 49 anni, ha fatto fuoco con la pistola di ordinanza uccidendo le due figlie di 14 e 10 anni Martina e Giada e la moglie Rosanna Prete. 

Tecnico informatico del sesto reparto mobile di Bolzaneto, Agrosì ha trovato il tempo di telefonare ai colleghi: "Sono un collega, ho ammazzato mia moglie e le mie due figlie, venite, lascio la porta di casa aperta". Poi ha rivolto l'arma verso di sé e si è ucciso.

Il poliziotto in una lettera rinvenuta sul luogo del delitto spiega il gesto con insormontabili problemi personali e con la volontà di non lasciare le figlie e la moglie senza padre e marito.

Le vittime

Nella notte dell'omicidio-suicidio la figlia Martina commentava alle 23.52 sul proprio profilo: "Mi fa venire da piangere il fatto che voi trattiate una persona che si farebbe in quattro per voi come se fosse un mostro senza cuore. A quanto pare vivere nella tranquillità è chiedere troppo...avete rotto il cazzo non ne posso più davvero." All'1.57 l'ultimo messaggio "Ora cerco di pensare alle cose belle...".

Studentessa al liceo linguistico, Martina condivideva con la madre Rosanna la passione per Marco Mengoni che le ha portate a vedere insieme il concerto del 4 maggio a Genova, commentata su Facebook: "uno dei giorni più belli della mia vita" e la madre Rosanna "sono felice di aver condiviso con il mio amore un'emozione così". Più recente la passione per Benji e Fede.

La madre Rosanna faceva del suo ruolo di casalinga un manifesto, condiviso sulla sua bacheca: "forse sono niente per poi, ma sono tutto per qualcuno".

La dinamica

I fatti si sono svolti nell'appartamento in cui viveva la famiglia in piazza Mario Conti, quartiere Cornigliano. La telefonata alla polizia è arrivata attorno alle 6.30 del 2 novembre. Poco prima, dopo essersi alzato, Agrosì ha ucciso prima la figlia minore Giada, passando poi a Martina e infine alla moglie Rosanna. Le vittime sono state trovate nei propri letti in posizione del sonno per cui potrebbero essere passate dal sonno alla morte senza accorgersene. Dato che sono state uccise separatamente, gli inquirenti ipotizzano che siano state sedate la sera prima al punto di non accorgersi degli spari.

La storia di Mauro

Mauro Agrosì aveva alle spalle un coma, dovuto ad un fatto accaduto in servizio, e il suicidio di un fratello. I colleghi stanno esplorando la pista dei debiti di gioco dato che Agrosì aveva richiesto un prestito in banca ed era solito giocare alle lotterie istantanee. Gli ultimi messaggi della figlia Martina farebeero pensare però o ad un dissidio fra la ragazza e gli altri membri della famiglia rispetto al padre ("una persona che si farebbe in quattro per voi") oppure ad una pressione esercitata da qualcuno all'esterno della famiglia, pressione di cui anche la figlia adolescente era a conoscenza. Agrosì avrebbe dovuto rientrare in servizio oggi 3 novembre.

Foto: Facebook