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Muore Ferdinando Imposimato: dalla Cassazione agli attacchi a Bilderberg

È morto ieri mattina Ferdinando Imposimato, magistrato, senatore, avvocato, presidente onorario aggiunto alla Corte di Cassazione nato nel casertano 81 anni fa.

Giudice istruttore del caso Moro, in tarda età divenne volto televisivo su Forum. Il nome di Ferdinando Imposimato rimarrà però legato alla storia delle stragi, dei complotti e dei complottismi.

Due anni prima di essere calato come jolly nell’elezione del presidente della Repubblica dai Cinque Stelle, Imposimato rispondendo alle domande sul suo libro La repubblica delle stragi impunitesentenziò:

Bilderberg governa il mondo e le democrazie in modo invisibile in modo da condizionare lo sviluppo democratico di queste democrazie”. Responsabile della strategia della tensione “e quindi delle stragi”.

A questa conclusione Imposimato arrivò recuperando un documento del magistrato Emilio Alessandrini scrisse prima di essere ucciso da Prima Linea nel 1979. Vi trovò il primo riferimento a quell’organizzazione di imprenditori e stabilì il presunto legame fra questi e Gladio.

Fu così che il documento RSD/1 Zeta n. 230 del 5 giugno 1967 finì mezzo secolo dopo la stesura in un’interrogazione alla Camera del M5S nel 2014.

L’attivismo dell’ex magistrato attirò l’attenzione dei Cinque Stelle e di Beppe Grillo, con cui si sentiva frequentemente, ma fu probabilmente la principale causa di esclusione dalla corsa al Quirinale, a cui l’assemblea preferì il meno loquace e più accorto Mattarella.

Il seme della follia

Con la sua disponibilità a rispondere alle domande e la sua loquacità, Imposimato finì per essere rappresentato dai media con lo stereotipo dell’uomo di età avanzata che inizia a perdere la testa anche grazie a uscite infelici sui social media riprese con ampia risonanza sui media più importanti.

Non fu isolato. Lo stereotipo del folle colpì altre figure di primo piano che tentarono di sbrogliare (o imbrogliare a seconda del punto di vista) la matassa della storia europea recente del secondo dopoguerra.

Un anno fa moriva di cause naturali Udo Ulfkotte, l’ex caporedattore della Frankfurter Allgemeine Zeitung accusato dai suoi ex datori di lavoro di essere diventato pazzo.

Affermò di aver per anni diffuso propaganda filoamericana e di aver ricevuto per questo onorificenze, ad esempio la cittadinanza onoraria dello Stato dell’Oklahoma, e supporto economico dalla CIA.

Il fatto che i suoi annunci provenissero dai media filorussi come Russia Today non facilitò l’accreditamento delle sue tesi contro i condizionamenti delle organizzazioni transatlantiche, così come l’appoggio ai Cinque Stelle non facilitò l’avventura politica di Imposimato.

Ci ha lasciato una figura controversa e per questo pienamente rappresentativa del secondo dopoguerra italiano.