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Michele fa luce su una realtà per 2 milioni di italiani: la depressione

Immaginate se una malattia come la polmonite venisse diagnosticata correttamente e curata solo in un paziente su quattro. Michele, friulano trentenne disoccupato, prima di uccidersi alla fine dello scorso mese ha lasciato ai familiari una lettera pubblicata ieri dal Messaggero Veneto in cui parla della mancanza del lavoro e di una compagna con cui potesse vivere la propria vita. La lettera termina con un’accusa al ministro del Lavoro Poletti.

Se è giusto non entrare nel caso specifico di Michele, il modo in cui i mezzi d’informazione e i lettori trattano l’argomento porta alla luce i pregiudizi degli italiani sul disagio mentale e rende necessario guardare alla depressione attraverso gli occhi degli specialisti. Secondo questi la depressione è un disturbo del tono dell’umore, che perde flessibilità fissandosi verso il basso. Il trattamento psichiatrico attualmente prevede la psicoterapia e la somministrazione controllata di antidepressivi.

In Italia soffre o ha sofferto di depressione un italiano su dieci ma solo una persona su quattro fra chi ne soffre consulta uno specialista. Lo psichiatra Salvatore Di Salvo, presidente dell’Associazione per la Ricerca sulla Depressione, elenca in un testo divulgativo alcuni pregiudizi che tengono chi soffre lontano dall’aiuto, il primo fra i quali è esemplificato nella frase: “Lo psichiatra cura i matti e se mi rivolgo ad uno psichiatra, sono anch’io matto o sono considerato tale”.

La mancanza di accettazione della propria condizione vissuta come una sconfitta è un ostacolo alla ricerca delle cure da parte di chi soffre. La mancanza di informazioni può portare la stessa famiglia ad alimentare a fin di bene il disagio del proprio caro pensando di spronarlo:

Un altro pregiudizio molto diffuso […] è ritenere che sarebbe sufficiente uno sforzo di volontà per superare il disturbo depressivo. Tale pregiudizio prescinde dal livello sociale, culturale e intellettivo ed è compito dello specialista sottolinearne la falsità e i danni conseguenti, poiché va ad alimentare nei pazienti i già presenti sensi di colpa. L’insieme di tali pregiudizi […] spiega i motivi perché solo un paziente su quattro riceve una diagnosi corretta e di conseguenza una cura adeguata.

Secondo dati ISTAT al 2013 2,6 milioni di di italiani sono affetti da depressione, il 4,3% della popolazione, in maggioranza donne. Se il rapporto 3 a 1 fosse rispettato, significherebbe che in Italia quasi due milioni di persone non riceverebberocure adeguate contro i disturbi dell’umore.

Disturbi dell’umore e suicidio sono una coppia inossidabile in questo periodo storico tanto che tra il 65% e il 90% di chi tenta il suicidio soffre di disturbi dell’umore. Secondo l’ISTAT solo nel 2010 hanno tentato il suicidio 2.213 malati psichici, 1.100 dei quali si sono tolti la vita.

Dati al 2010 dei moventi di suicidi e tentati suicidi. Elaborazione da dati ISTAT.

Di 2.000 suicidi tentati o riusciti il movente del gesto rimane invece sconosciuto alle autorità e proprio fra questi si potrebbe annidare una parte di quei tre quarti di depressione “sommersa”. Alcuni tentano più volte il suicidio:

I principali fattori di rischio per la ripetizione possono essere comunque così elencati: precedenti tentativi di suicidio, personalità antisociale, storia di trattamento psichiatrico, alcolismo, dipendenza da droghe, disoccupazione, storia di comportamenti criminali, familiarità suicidale, isolamento sociale. Le fasce di età più interessate sono tra i 25 e i 35 anni ed oltre i 55 anni.

Il professor Di Salvo osserva che “il tentativo o la minaccia di suicidio è molto spesso l’espressione di aggressività verso altri [...] Offrendo metodi alternativi di espressione di tale aggressività si possono ridurre le tendenze al suicidio”.

Disponibilità continua nell’assistere e nell’ascoltare l’aspirante suicida sono le principali armi a nostra disposizione per prevenire questi gesti. Riconoscere e curare la depressione richiede innanzitutto uno sforzo di informazione individuale nel combattere i pregiudizi e conoscere rischi e rimedi così come abbiamo imparato a fare contro le malattie fisiche introducendo basilari norme di igiene nel corso degli ultimi secoli.

Per approfondire

Associazione per la Ricerca sulla Depressione

Pubblicazioni gratuite in PDF a cura dell'Associazione

Salvatore Di Salvo, Dalla depressione si esce, Edizioni Libreria Cortina, 2011

Tutela della salute e accesso alle cure, ISTAT 2014 (dati 2013)

Suicidi e tentativi di suicidio, ISTAT 2012 (dati 2010)

Copertina: Forest Funnel by offermoord dacke88, Deviantart