Impotenza operaia nella Fábrica de nada di Pedro Pinho in scena al 35 TFF
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Impotenza operaia nella Fábrica de nada di Pedro Pinho in scena al 35 TFF

Nel Portogallo del 2014 i lavoratori di una ditta di ascensori occupano la fabbrica. I padroni scappano, i macchinari spariscono mentre gli operai si inventano modi per ammazzare il tempo. Tutto attorno una desolazione urbana e sociale raccontata con lontane voci della sinistra intellettuale dura e pura.

Voci che non riescono a scalfire gli operai che sono essi stessi il capitalismo, nelle parole del protagonista. L'unico modo di far prendere coscienza di classe agli operai della fabbrica sarà l'autogestione grazie ad un misterioso ordine proveniente dal Nuovo Mondo che dà una nuova spinta alla fabbrica autogestita.

Il regista Pedro Pinho insieme al collettivo portoghese TerraTrema narra l'impotenza della classe operaia nel domino della Grande Recessione. I rapporti umani sono stritolati dall'assenza di prospettive, con conseguenze fin dentro la coppia.

Tra incomprensioni generazionali e scontri fra i lavoratori, messi uno contro l'altro dall'amministrazione, il film si dipana lungamente immergendo lo spettatore in un'ansia di futuro che non tutti reggono. La prima proiezione pubblica alla trentacinquesima proiezione del Torino Film Festival ha visto svariati seggiolini scattare durante la proiezione, ma chi è rimasto (una buona maggioranza) ha regalato alla pellicola un lungo applauso sui titoli di coda e sui cartelli di ringraziamento ai lavoratori della OTIS.

Il regista ha anticipato la pellicola con un breve prologo dove ha insistito sulla trasmissione della sensazione di impotenza dell'operaio. La pellicola lo aggredisce sia come produttore che come maschio, l'annullamento del lavoro sfocia nell’inespressività sessuale. L'uomo diventa incompleto, smette di attrarre la donna che finisce per replicare i peggiori cliché di genere: "quando i soldi escono dalla porta, l'amore scappa dalla finestra".