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Cronache dal PD: Giachetti a Speranza: "hai la faccia come il culo". Renzi dimezzato analizza la sconfitta a metà: abbiamo straperso. Cacciari: "si detestano"

Ieri è stata la giornata della Assemblea Nazionale del PD. Alla presenza del neopresidente Gentiloni, Matteo Renzi prende la parola come segretario del PD e parla dei massimi sistemi partendo da Trump, Brexit, Europa, Aleppo. Renzi invoca "analisi seria e severa" sul referendum che l'ha visto sconfitto, ma quando l'autocritica arriva è incompleta, preceduta dagli attacchi alle opposizioni e ai 5 stelle in particolare:

Abbiamo perso sul web, abbiamo totalmente lasciato la parte web nelle mani di chi in queste ore è sotto gli occhi della comunità internazionale a cominciare dal New York Times per essere diffusore di falsità...facciamo un accordo cari amici grillini, voi la smettete con le bufale e noi non raccontiamo che cosa siete, un'azienda privata che firma contratti con gli amministratori con tanto di penali.

I risultati dei 1000 giorni di governo? Unioni civili, lotta contro il caporalato, lotta allo spreco alimentare, elenca. "Queste riforme non puzzano" insiste ben sapendo che il referendum sul Jobs Act è sul tavolo della Consulta e su quel tavolo l'ha messo la CGIL che è più nelle simpatie della minoranza PD che ha votato No che al segretario.

Nell'analisi del segretario Renzi, Il referendum è una sconfitta delle riforme: "dato di fatto netto...eravamo a un passo dalla Terza Repubblica e sembra quasi che siamo tornati alla Prima senza in alcuni casi la qualità della classe dirigente della Prima."

"Quella riforma avrebbe fatto il bene del Paese non di un partito o del governo...Quella proposta avrebbe permesso all'Italia di essere semplicemente un Paese più facile, più semplice, più banale nelle forme dell'organizzazione delle istituzioni...questo No blocca totalmente per i prossimi anni i progetti di riforma costituzionale" e si fa Cassandra rispetto alla palude istituzionale in cui crede il fronte del No relegherà l'Italia.

Abbiamo perso al Sud, innanzitutto...accordi...senza coinvolgimento vero...in questo io sono il principale responsabile. L'approccio che abbiamo avuto è stato un approccio un po' troppo centrato sul notabilato anche all'interno del Partito e un po' poco sulle forze più vive della comunità del Sud. Abbiamo messo un sacco di soldi per il Mezzogiorno.

Abbiamo perso nelle periferie...son 30 anni che questa parte politica con vari partiti fa gli stessi discorsi sul disagio sociale e sulle periferie e quelli che pensano di aver trovato chissà quale ricetta segreta dovrebbero ricordarsi quali erano le percentuali che venivano quando si prendeva circa la metà di quello che si è preso le ultime volte". Secondo il segretario Renzi nelle periferie non ci sarebbero gli ultimi ma il ceto medio, che sta venendo contagiato dal virus del populismo per la mancanza di senso di comunità in periferie comunque "mediamente tenute molto meglio di tutte le altre periferie europee.

Poi rivendica aver ospitato Expo e Giubileo "nel momento in cui altri paesi avevano un attentato dopo l'altro...garantendo sicurezza all'Italia". E si intesta il 41% di voti come "voto politico" alla pari del voto politico contrario. E propone di tornare al Mattarellum che prende il nome dall'attuale inquilino del Quirinale.

Più che la relazione da 58 minuti del segretario però sono stati i 10 minuti di  l'attacco scomposto del vicepresidente della Camera ed ex candidato sindaco di Roma Roberto Giachetti alla minoranza a infiammare gli animi nella sala:

Mi scuserete ma io non intendo unirmi a un clima nel quale sembra che non sia accaduto nulla...la comunità di cui tutti parliamo l'ho girata molto e questa comunità a prescindere dal risultato elettorale è ferita e dilaniata da come è stata rappresentata da alcuni di noi all'esterno per due anni di seguito due anni di seguito in particolare in questi ultimi tre mesi...Tu dici giustamente: noi non cacciamo via nessuno. Sottoscrivo. Ma io rivendico anche quella politica nella quale ogni tanto qualcuno ha la moralità, l'etica e la dignità di domandarsi che cosa ci fa ancora dentro questa comunità...lo deve decidere, come quando prende la parola e va in televisione e semina fango sulla comunità di cui fa parte.

Prosegue Giachetti:

Quando io sento il mio amico nuovo Davide che ci spiega che si candida perché lui non crede nell'uomo solo al comando.....mi riferisco a Roberto Speranza...vorrei dirgli che quello che quasi tutti hanno percepito è che il vostro problema non è avere un uomo solo al comando ma è di avere la garanzia che non ce ne sia uno al comando di questo partito che si chiama Matteo Renzi...avete lavorato per due anni e anche più esattamente per questo...quello che peggio ho sentito un appello accorato..."c'è ancora spazio per la minoranza in questo partito?" Ancora spazio? Voi avete fatto quello che avete voluto sempre...sulle spalle di questo partito, lucrando sulle spalle di questo partito pubblicità in TV e magari qualche trasmissione televisiva.

E poi l'affondo:

Ho cercato lungamente in questi minuti quali fossero delle parole almeno in francese ortodosse per rappresentare cosa io penso e mi dovete scusare l'unica cosa che io penso è che Roberto Speranza hai la faccia come il culo, avete la faccia come il culo. Quando avevamo la possibilità di votare il Mattarellum eri capogruppo, c'erano i vostri ministri al governo Letta, Fassina che poi se n'è andato e avete imposto a un intero numero...

In serata Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia e personaggio sempre più presente in televisione questi giorni, ha riassunto a SkyTG24 in due parole lo stato interno al PD "si detestano". Ed è tornato a parlare della separazione consensuale delle varie anime mai completamente integrate del PD come dell'alternativa meno dolorosa.

Rimarrà agli annali la nota lessicologica di Giachetti:

La parola culo è sdoganata in tutto il mondo, solo nell'assemblea del PD che è così affettuosa non si può dire.