Prima contro il referendum, ora contro la Brigata Ebraica: ANPI divide ancora
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Prima contro il referendum, ora contro la Brigata Ebraica: ANPI divide ancora

L’ANPI torna di nuovo al centro della scena per l’ammissione dei palestinesi alle celebrazioni del 25 aprile a Roma. Durante la campagna per il referendum costituzionale l’ANPI si schierò contro il progetto di riforma costituzionale del governo Pd che ora coglie l’occasione per ricambiare l’associazione con il boicottaggio del corteo romano bollato da Matteo Orfini come “elemento di divisione” perché ospiterà rappresentanti dei palestinesi nel corteo. A Milano invece vi sarà una manifestazione unitaria.

L’Anpi non rappresenta i veri partigiani”

La partecipazione dei palestinesi alla marcia del 25 aprile ha scandalizzato gli ebrei romani che hanno rilasciato un comunicato in cui annunciano il boicottaggio del corteo a causa della partecipazione degli “eredi del Gran Muftì di Gerusalemme che si alleò con Hitler” e l’organizzazione di una manifestazione parallela. Il presidente della comunità Ruth Dureghello ha così affermato che “L’Anpi non rappresenta i veri partigiani”.

La Brigata Ebraica militò nella lotta di Liberazione sotto il comando dell’esercito britannico durante la Seconda guerra mondiale, e i suoi soldati provenivano dai territori che diverranno poi Israele dopo la fine del conflitto.

Uso indebito” e tessere restituite

L’ANPI in occasione del referendum si schierò a favore del No al referendum e fece campagna attiva verso i propri oltre 120.000 tesserati contro la proposta del governo. L’evento finì sulla prima pagina del quotidiano filogovernativo Repubblica attraverso la penna di Michele Serra, iscritto che restituì la tessera denunciando un “uso indebito della propria funzione”. Fu seguito da altri militanti che riconsegnarono la tessera allo stand della Festa dell’Unità di Bologna o che non rinnoveranno l’iscrizione.

Germano Nicolini detto comandante Diavolo criticò la posizione dell’ANPI perché sul referendum “tutti gli aderenti dovrebbero potersi pronunciare liberamente. Noi, ve lo ricordo, abbiamo combattuto per la libertà”.