Asia Argento: victim shaming in Italia
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Asia Argento: victim shaming in Italia

Tutto è iniziato con una intervista sul New Yorker. Asia Argento è stata una delle 33 vittime dichiarate del superproduttore  di Hollywood Harvey Weinstein. Con ogni probabilità solo la punta dell'iceberg.

Padre della Miramax insieme al fratello Bob e poi della Weinstein Company, Weinstein è stato un produttore geniale. Il discorso del Re, Bastardi senza gloria, Django Unchained, The Imitation Game sono fra i titoli che lo consegnano alla storia della cinematografia.

Harvey Weinstein ha però coltivato per anni un lato oscuro.

Tramite ricatti e pressioni, il produttore chiedeva favori sessuali alle ragazze che lavoravano con lui. E quando non bastavano le pressioni psicologiche le aggrediva.

Asia Argento

Asia Argento parla apertamente con il giornalista Ronan Farrow.

È la prima volta che la figlia del maestro italiano del brivido Dario Argento parla di quanto le è accaduto quando aveva appena 21 anni.

Asia Argento all'età dell'aggressione.

Asia Argento fu invitata ad una festa sulla Costa Azzurra quando scoprì di essere l'unica invitata.

Il produttore si è presentato in accappatoio e le ha chiesto un massaggio. Poi le ha tirato su la maglietta, le ha allargato le gambe e le ha praticato un cunnilingus contro la sua volontà.

Non si fermava. È stato un incubo.

Finse di godere per terminare la violenza, si sedette sul letto senza vestiti e con il trucco slavato: "Non sono una putttana".

"Lo scriverò su una T-shirt" risponse il produttore ridendo.

Ho detto 'No, no, no'. È perverso. Un uomo grosso e grasso che vuole mangiarti. Come in una favola paurosa.

Victim shaming

La denuncia arriva quando Asia Argento ha superato l'evento ed è emerso grazie a un meticoloso e prudente lavoro investigativo di Ronan Farrow.

asia libero

Se il giornalista del New Yorker non avesse raccolto a più riprese decine di testimonianze il silenzio forse sarebbe proseguito. Ciò non è bastato per risparmiare alla donna accuse di leggerezza quando non di prostituzione, come ha fatto Renato Farina sul giornale Libero.

I commenti sono conditi di imprecisioni marchiani. Dopo Giuseppe Cruciani sulla trasmissione cult La Zanzara, anche Vladimir Luxuria ha alluso a un rapporto orale dato e non ricevuto, un evidente fraintendimento della dinamica dei fatti pur raccontata esaurientemente nell'articolo di Farrow.

Luxuria in particolare ha rimproverato all'attrice di aver avuto una relazione con Weinstein e di averci fatto un film. Luxuria, che pure deve a Rifondazione Comunista la sua parentesi politica, dimentica i rapporti di potere.

Violenza e rapporti di potere

Se l'attenzione è focalizzata sul rapporto sessuale, il fatto che vi fosse un rapporto di lavoro in cui l'abusata era in posizione di inferiorità è trascurato. Anche qui non sono bastate le campagne contro il mobbing per far passare il concetto.

Lo sfruttamento del proprio potere economico o lavorativo per ottenere favori è ripugnante tanto quanto l'aggressione. Ridurlo ad uno scontro di genere sarebbe riduttivo, fuorviante.

Harvey Weinstein ha mantenuto il silenzio attorno al suo lato oscuro grazie alle sue relazione e al suo denaro, sfruttando e abusando dei rapporti di potere.

Se ricchezza e potere sono relativi, Asia Argento può essere invidiata da una buona fetta degli italiani per il suo stile di vita ma al cospetto del superricco Weinstein è nulla. E come nulla lui l'ha trattata al pari di quei datori abusivi che usano la propria posizione per dominare il sottoposto.

"Comandare è meglio che fottere" è un detto che per Harvey Weinstein e per tutti quelli che abusano della propria posizione lavorativa calza a pennello. È non è detto che la dominante sia il genere, quanto piuttosto un certo potere spropositato esercitato dalla classe dei superricchi. A cui oggi è concesso tutto.